Massimo Petrucci

Scrivo perché ho qualcosa da raccontare

Benvenuto nella mia casa. Entra liberamente.
Vai poi sano e salvo, lasciando un po' della felicità che porti...



Facebook l’assassino! – Autopsia dell’utente medio

febbraio8

I social network come Facebook, Twitter, Anobii, MySpace, hanno tagliato le gambe a molti forum, chat, la stessa SecondLife è praticamente scomparsa. Gestisco una community con più di ottomila iscritti, tutti appassionati di cucina (http://www.ilricettariodibianca.com) che poco prima dell’avvento modaiolo di Facebook contava una media di 24.000 visite mensili, da un po’ di tempo si è attestata ad una media di 19.000 visite. Tutto sommato mi ritengo fortunato, altri forum hanno subito colpi mortali ed hanno chiuso i battenti.

I social network hanno fatto vittime anche al di fuori del mondo digitale: il Censis, in una sua recente indagine, si è chiesto cosa facevano i 20 milioni ed oltre di utenti Facebook prima di venire assorbiti da questa community, in pratica si è chiesto: a cosa, queste persone, hanno tolto risorse e tempo?

Un brutto colpo lo hanno subito i quotidiani, ad esempio: chi leggeva un quotidiano almeno una volta alla settimana, passa dal 67% al 54,8%; ancora peggio per i lettori abituali (almeno tre volte alla settimana) che scendono dal 51% al 34,5%.

In linea di massima, il 42% di coloro che frequentano Facebook ha iniziato a leggere meno (quotidiani e libri), l’11% va meno al cinema, il 14% degli utenti telefona meno e quasi il 12% preferisce non scendere da casa e rimanere nel mondo virtuale piuttosto che incontrarsi dal vivo. Inquietante.

Una percentuale preoccupante riguarda invece quel 21% di utenti che, per stare su Facebook, trascura il lavoro e lo studio. Non è un caso che molte aziende stiano attivando dei sistemi (firewall) per impedire o limitare l’accesso ai social network e non possiamo dar loro tutti i torti.

Il Censis sfata anche il mito delle nuove amicizie, infatti il motivo più frequente (70%) delle iscrizioni dei giovani tra i 14 ed i 29 anni a Facebook, è per mantenere i contatti con gli amici. Solo 1,8% vuole usare Facebook per cercare una relazione intima, ma forse quest’ultima percentuale nella realtà è un po’ più alta e sconta il fatto che a questa domanda molte persone rispondono con una piccola bugia.

Una cosa che mi ha fatto sorridere è che la maggior parte degli utenti (14-29 anni) ha risposto che l’attività che predilige su Facebook è guardare cosa c’è nella bacheca degli amici, seguita, in modo molto ravvicinato, dallo scambio di messaggi personali. Continua a leggere qui »

Incontro n.2 – scrittura creativa

febbraio6

Premessa necessaria: in quest’incontro, come negli altri, leggerete frasi del tipo “dovete fare” oppure “questa cosa è così” e via dicendo. Sappiate che queste tipologie di frasi vanno sempre da voi intese come “secondo me dovreste fare” oppure “a mio modo di vedere questa cosa è così”.  Ciò premesso, per dirvi che tutto quello che leggerete qui e nei prossimi incontri, è il mio modo di vedere l’argomento, che non è l’unico modo, ma è ciò che sento io: un onesto punto di vista.

Iniziamo.

Nel primo incontro abbiamo posto l’attenzione sul fatto che si scrive per raccontare una storia. Quindi il primo passo è avere una buona storia da raccontare, una che valga davvero la pena di mettere per iscritto.

La seconda cosa fondamentale è come scrivere questa storia.

Il come fa la differenza.

Avete mai raccontato una barzelletta? Forse vi è capitato che un amico ve n’abbia raccontata una che vi ha fatto piegare in due dalle risate. Così avete pensato di fare anche voi colpo e l’avete raccontata a qualcun altro che però non ha reagito come vi aspettavate.

Eppure la barzelletta era la stessa, cosa è accaduto? Le motivazioni per cui la vostra performance non è riuscita, sono da cercare nel “come” avete raccontato la barzelletta; ad esempio: Continua a leggere qui »

Dall`archivio…
L’assurdità della religione

ottobre3

…non credo che esistano differenze tra ebrei e cristiani, sono solo nomi attribuiti ad alcuni gruppi che sono molto inutili al mondo. Non credo che tra le persone debbano esistere queste differenze, non credo in nessuna di queste religioni. Credo che le religioni siano soltanto organizzazioni, gruppi politici composti da ciarlatani. Ebrei, cristiani, musulmani… sono tutti uguali. Tutti a dirci di sapere quello che vuole Dio, come dobbiamo vivere la nostra vita. Vogliono la nostra fedeltà, i nostri soldi…
Io, questi gruppi, li considero uno spreco di tempo. Sono soltanto l’opportunità di aderire a un circolo che esclude gli altri.

Che ci dice: “Non sposare una persona dell’altro circolo, sii fedele alle persone del tuo circolo”.

E’ puro sciovinismo, senza alcun tipo di sentimento religioso. Io non ho niente in contrario ai sentimenti religiosi personali. Tutti gli esseri umani al mondo possono provare sentimenti religiosi personali e un senso di trascendenza, nel senso che esista qualcos’altro, che esista un profondo senso della vita. Sono sentimenti legittimi. Io personalmente non ci credo. Molti, invece, sì e io li rispetto, ma questo non ha nulla a che fare con i gruppi organizzati, con le loro regole, con i soldi che ti fanno pagare, le usanze che ti fanno seguire, i vestiti che ti fanno indossare, le gerarchie cui ti fanno obbedire, e che ti docono poi di avere le risposte alla vita. Tutto questo io lo trovo veramente assurdo…

W.A.

Dall`archivio…
Credo e non credo (alcune mie idee)

dicembre31

Non credo che avere le palle significhi essere “uno buono” e quindi valere.
In realtà non credo nemmeno all’espressione “avere le palle”, considerato che ci sono donne che le palle non le hanno eppure valgono molto più di me e di altri dieci uomini messi assieme.

Non credo nemmeno allo stereotipo dell’uomo duro, di quello che-non-deve-chiedere-mai.
Non credo all’essere tutto di un pezzo, non credo alle persone che non hanno dubbi, che non hanno debolezze. 

Non credo nell’ignoranza e nel principio “è così e basta”.

Non credo a chi mi dice di non sognare e non credo a chi sogna e non fa nulla per provare a realizzare i propri sogni.

Credo invece in me stesso.
Credo nella verità.
Credo nelle cose belle, piccole o grandi che siano, purché ci danno gioia.

Credo che nel mondo il male sia tanto, ma credo che ci siano anche degli attimi stupendi.
Credo nell’amore, anche quello di pochi giorni, anche quello di una sola di una sera, se ti resta nel cuore.

Non credo che una storia d’amore per essere “vera” debba durare, anzi credo che spesso il tempo ammazzi l’amore.

Non credo alla verginità come manifesto di purezza, perché credo che se una donna ha fatto l’amore con altri uomini e li abbia amati meriti il mio amore, perché ogni volta è diverso, perché l’amore non ha storia.

Credo che la mia compagna debba esprimere le sue idee e mandarmi a ‘fanculo se è il caso. E specialmente non credo che due persone si completino stando assieme; per questo non credo di essere la metà di nessuno, però credo che insieme,possiamo valere molto più di due singole persone separatamente: insieme non ci completiamo, ci esaltiamo.

Credo che la vita non sia solo quello che vogliono farci credere, che ci mostra la televisione. Non credo nei miti che ci vogliono vendere tutti i giorni. Non credo negli eroi senza paura o in quelli imbattibili, ma credo che in ognuno di noi ci sia un eroe; un eroe che ci impedisce di comportarci come tanti vigliacchi: di uccidere e fare male, perché in questa terra è più facile essere un bastardo che un “normale” cittadino.

Per questo non credo nella violenza, né quella fisica né quella morale, che spesso è più crudele ancora.

Credo che sia necessario andare in fondo nelle cose anche se ciò può procurarci sofferenza, perché andare in fondo vuol dire svelare cose di se stessi che nemmeno s’immaginano, vuol dire scoprire che tante cose sono diverse da quello che appaiano a prima vista, perché più scendi e più la pressione aumenta. Ma ne vale sempre la pena.

E come disse qualcuno, credo che in ognuno di noi ci sia un vuoto di sofferenza, ma delle belle parole, un bacio rubato, qualche soddisfazione sul lavoro, una sbronza con gli amici, ogni tanto questo vuoto me lo riempiono. Credo che non è giusto che la gente giudichi solo su quello che vede, solo su quello che sente o peggio ancora solo per quello che gli raccontano, perché se a volte ti rendi conto di non sapere nulla su te stesso, come puoi pensare di giudicare gli altri?

Credo che se anche alla fine moriremo tutti, ma è meglio una vita spesa bene, una vita con i dolori e con le gioie, un vita con le lacrime e con il riso, una vita in cui mi sono sentito solo, perso, deluso ed poi ho esultato abbracciato ad un amico oppure perso negli occhi di una donna, che una vita bloccata dalla paura di vivere.

Problemi di stitichezza? RAI2 ha il rimedio per te

febbraio1

Mercoledì sera mi metto in poltrona e decido per un po’ di tivù. Mi aveva incuriosito lo spot di una nuova trasmissione dal titolo Il più grande italiano di tutti i tempi, a RAI 2.

Interessante, mi dico, ci saranno sicuramente degli approfondimento sui personaggi importanti del nostro Paese.

Lo scopo della trasmissione è quello di acclamare il più grande italiano di tutti i tempi, immagino sia una cosa difficile e spero di ascoltare esperti e vedere clip ben fatte, invece… scopro che (udite! udite!) i personaggi “si sfidano” in una grafica stile Amici, con le immaginette di santi ed eroi che girano lentamente e sotto la scritta: chi vuoi salvare? Santo Padre Pio o San Francesco? E via col televoto! Nooooooo ancora?! Continua a leggere qui »

Scrittura creativa – incontro n.1

gennaio27

Questo è il primo di una serie di articoli che ho scritto per LetterMagazine, essi sono una condivisione di ciò che ho imparato e sto imparando frequentando e leggendo corsi di scrittura creativa.

Ho scelto d’intitolare questi articoli “Incontro” perché “Lezione” mi sembrava troppo pretenzioso.  Una lezione presuppone un maestro ed io proprio non ho la vanità di esserlo. Meglio “incontro” quindi, anche perché di questo si tratta: un appuntamento in cui parlare di un argomento che interessa sia voi che me. Bando alle chiacchiere ed entriamo nel merito.

Perché scrivete? Perché lo fate?

    • Annotate la risposta alla domanda. Farlo davvero, fatelo ora.

Se qualcuno tra voi ha risposto che si scrive per se stessi, è sulla cattiva strada oppure ha mentito.

Chi scrive, lo fa per farsi leggere e non soltanto – si spera – per far colpo sulla tizia che piace o per condividere qualcosa con l’amico del cuore. Si scrive soprattutto per farsi leggere da quanti più lettori possibile. Tutte le altre risposte, che di solito si rilasciano nelle interviste, sono balle o momenti di romanticismo intellettuale (altro modo di dire balle).

Ad una lezione di scrittura creativa, Roberto Cotroneo ci chiese: “Se domani il mondo scomparisse, continuereste a scrivere?” la giro a voi chiedendovi: “E voi cosa fareste?”

Pensateci un attimo e poi continuate a leggere. Continua a leggere qui »

Passato

gennaio20

Questa è per te, tu lo sai…

I ricordi, queste ombre troppo lunghe
del nostro breve corpo,
questo strascico di morte
che noi lasciamo vivendo
i lugubri e durevoli ricordi,
eccoli già apparire:
melanconici e muti
fantasmi agitati da un vento funebre.
E tu non sei più che un ricordo.
Sei trapassata nella mia memoria.
Ora sì, posso dire che
che m’appartieni
e qualche cosa fra di noi è accaduto
irrevocabilmente.
Tutto finì, così rapito!
Precipitoso e lieve
il tempo ci raggiunse.
Di fuggevoli istanti ordì una storia
ben chiusa e triste.
Dovevamo saperlo che l’amore
brucia la vita e fa volare il tempo.

Vincenzo Cardarelli

Mi suicido sul web!

gennaio15

Ecco un buon proposito per il 2010, ma prima d’iniziare voglio essere onesto: parlo bene, ma razzolo male.

Voi però, che di sicuro avete più forza di me, potete non seguire il mio pessimo esempio e portarvi sulla retta via.

Il fatto è che ho centinaia di alter ego qui sul web, digitate Max3w in un motore di ricerca e vedrete cosa viene fuori (al momento in cui scrivo sono ben 70.100 le pagine con il mio nickname) per questo sono forse il meno adatto a parlare di questo argomento; inoltre per lavoro e per passione, passo almeno dieci ore al giorno davanti ad un computer collegato ad Internet.

Ma voi potete salvarvi.

Facebook, Messenger, forum vari, chat varie, stanno assorbendo sempre di più il nostro già poco tempo. Spazio e tempo che finiamo per togliere ad altre attività molto più nobili: la lettura di un buon libro, l’ascolto, magari ad  occhi chiusi, della musica, lo stare un po’ di più con i nostri figli, con il nostro partner, l’andare a trovare un amico o  fare semplicemente due chiacchiere con il vicino di casa. D’altro canto la maggior parte delle cose qui sul web sono davvero pessime! Immondizia mediatica. Continua a leggere qui »

Auguri e tanto… tempo!

dicembre24

Credo che oggi come oggi il tempo sia diventato un bene raro, quasi più del denaro, addirittura della felicità. Effettivamente il tempo è fondamentale per godersi ciò che si ha e per realizzare i proprio sogni.

Allora permettimi di augurarti il giusto tempo per stare con i tuoi amici, i tuoi familiari o chi ti è più caro.

Il tempo per leggere un buon libro o ascoltare la musica…

Ti auguro il tempo di guardarti dentro e di dedicarti un po’ a te stesso, a ciò che ti piace, perché è importante stare bene con se stessi.

Se ci pensi, anche per essere felici è necessario avere un po’ di tempo.

Auguri a te ed a tutti gli amici che condividono con me questo gruppo.

Di vero cuore.
Massimo Petrucci

categoria: Diario | (0) Commenti »

l’amore vero – da “Lettere a Giulia”

dicembre12

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Giulia, io non lo so se l’amore vero venga una volta sola nella vita e forse non so nemmeno che faccia abbia, però so che spesso si presenta in forme e situazioni che sono difficili da comprendere. Arriva quando non sei preparato, quando la tua vita sembra seguire altre strade che portano lontano.

Quando sono con te, Giulia, sento dentro lente esplosioni, mescolanze di follie che non comprendo, sento tutta la forza del mondo, come quando facciamo l’amore. Sento di non avere la mappa per trovare l’isola del tesoro, ma le onde che mi sobbalzano, quando sono con te, alla fine mi portano sempre tra meravigliosi istanti di vita!

Non lo so se capiterà ancora di vederti qui, ma il tempo passa e sembra sempre ieri e quando accade, i ricordi sono una galera, sono silenzi densi e urla dietro mani strette.

Giulia, non lo nemmeno io cosa vorrei dirti davvero, ma per ogni giorno che passa, mi viene da pensare che forse non ti rivedrò più, che non leggerai mai queste mie parole e ho i nervi tesi nell’attesa di vederti ancora. Mi basta immaginare il tuo sguardo per sentire tornare la paura e il timore di quel sentimento forte che mette tutto in discussione…

Giulia, non lo so cos’è l’amore vero,  ma so che ha i tuoi occhi accesi e la mia forza di sognare e tu non puoi inaridire il cuore solo per la paura d’innamorarti ancora.

Aspettando Natale…

dicembre8

fai clic su play per ascoltare il sottofondo musicale

Natale.
Da piccolo amavo questa festa, l’aspettavo tutto l’anno, più delle vacanze estive. Natale… quanta magia.
Quando ero piccolo, a Natale, potevo finalmente avere l’oggetto dei miei desideri, non sempre accadeva, ma almeno uno dei giochi della lista dei desideri, che non scrivevo mai ma che mamma non so come conosceva,  alla fine Babbo Natale me lo faceva sempre trovare sotto l’albero che profumava tutta la stanza, lasciando cadere i suoi aghi verdi.

Da piccolo il Natale aveva un qualcosa di magico che via via è andato scomparendo. Oggi mi è rimasta la malinconia che dolcemente riempie i vuoti. Il fatto è che cresci e credi di diventare migliore, di avere più libertà, invece non sarai mai più libero di quando, da bambino,  guardavi fuori dalla finestra per provare a scorgere Babbo Natale con le sue renne. Libero dagli impegni di lavoro, dai doveri verso gli altri, il tuo partner, verso i famigliari, doveri su doveri e sempre meno tempo per te. Non tornerà mai più quella spensieratezza, quei giorni in cui il tempo scorreva lento ed in cui le giornate sembravano aspettarti.

Oggi sono adulto, maturo, responsabile, ma i giorni si sono sempre accorciati ma mano che crescevo, portando le settimane una sull’altra, accorciando le settimane, i mesi, per cui il Natale è solo qualcosa che “speriamo passi in fretta”, in cui è scomparsa la magia ed è rimasto solo l’obbligo di “fare qualcosa a tutti i costi”.

Così i centri commerciali si riempiono di persone, perché lì trovi tutto e per tutti, regali raramente fatti col cuore, il più delle volte “fatti e basta”, perché ci si sente in qualche modo obbligati. Vedi i volti teso degli adulti, volto stanco, che lascia intendere pensieri pesanti, fatti di soldi che non bastano, di obblighi che non sfuggono. Solo i bambini hanno gli occhi sognanti mentre si muovono tra altissimi grattacieli di giocattoli.

Chissà però, forse quei ragazzini hanno già tutto, forse non attendono con ansia quel gioco tanto agognato, desiderato per un anno intero.  Tuttavia, in quelli molto piccoli, si vede ancora la magia nei loro occhi e quando la vedo, come un ladro, cerco di rubarne un po’, di farla mia.

Credo che i regali bisognerebbe farli solo ai bambini, ma solo e soltanto ai bambini che credono ancora alla Magia del Natale, quelli che guardano fuori dalla finestra, quelli che si addormentano con la gioia nel cuore, quelli che ancora credono che in una notte un uomo da solo, volando su una slitta tirata da renne, possa portare doni in ogni angolo del mondo.

Scegliere di essere felici piuttosto che avere ragione

dicembre4

Angoscia, incubo

La gente di solito si rifugia nel futuro per sfuggire alle proprie sofferenze.
Traccia una linea immaginaria sulla traiettoria del tempo, al di là della quale le sue sofferenze di oggi cessano di esistere.

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Molto meglio un libro su Facebook

 

Libro

Si chiama Libro e la cosa eccezionale è che lo si può leggere senza bisogno di uno schermo! Pensa che tutte le pagine sono sempre accessibili e non scompaiono in caso di black-out. Inoltre è molto più leggero e piccolo di un portatile e lo puoi acquistare con poche decine di euro ed avvolte anche per meno di 10 euro! Il Libro, non sarà mai obsoleto e ci sarà sempre qualcuno a cui piacerà e per il quale sarà una novità. Infine, lo puoi dare anche in prestito a tuo nonno o a tuo padre senza essere obbligato a spiegargli come funziona!
Sempre meglio un libro, no?
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