Forcina per capelli
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La vecchia foto era là sulla scrivania nella stanzetta. Ce n`era un`altra attaccata alla parete di lei che sorrideva, eppure lo sguardo sembrava andare oltre, quasi guadasse dietro di lui, oltre.
Doveva rimuoverle, gettarle, comunque toglierle dalla vista che ogni volta gli lasciava un vuoto dentro, un buco che faceva male.
Scese in strada, la sua auto era parcheggiata a pochi metri. Tirava una leggera brezza, la notte aveva cercato invano di privare il mondo delle sue ombre ma neon e luci artificiali proiettavano improbabili ombre sbilenche. L`auto era coperta da fitto velo d`umidità . Il volante era gelido, innestà il frontalino dello stereo, la radio mandava un pezzo inglese a lui sconosciuto, meglio così non voleva musica che lo facesse pensare, non voleva sentire i suoi pensieri i soliti nefasti pensieri.
Si avvià, voltà per il corso principale e percorse diversi chilometri senza una meta reale, si spostà verso la periferia dove le luci erano meno intense. Percorse la statale a velocità moderata fino a vedere a poche centinaia di metri un fuoco tremolante ed un paio di donne. Rallentà, il suo sguardo incrociò quello di una delle donne. Era uno sguardo vacuo che oltrepassava il suo. Rallentà ancora per non perderlo, ma più restava in quegli occhi e più sentiva aumentare il disagio. Non era un disagio provocato dal fatto di trovarsi nei pressi di una puttana, anche se quella non era una situazione in cui si era trovato in passato, non era mai stato con una prostituta.
Si fermà.


Era ad una trentina metri dal fuoco e le ombre delle donne si allungavano quasi a sfiorargli l`auto. Guardà nello specchietto retrovisore e poi in quello laterale. La donna lo stava guardando, poi, quasi indecisa prese a muoversi verso di lui che sentà il cuore battere più veloce. La donna batté un paio di colpi leggeri sul finestrino del passeggerà che era chiuso. Premette veloce il pulsante per aprirlo, la donna si calà e gli sorrise sforzatamente. Aveva uno sguardo stanco e lontano. "Cosa facciamo?" chiese la donna mentre si sistemava i capelli con un gesto meccanicamente sensuale.
Lui continuava a guardarla senza rispondere sentendo solo il disagio aumentargli nel petto. "Allora? Sei muto bello?", "No. Scusa. Ero sopra pensiero.", "Sono 50 euro bocca e fica". Lui la guardà con stupore affrettandosi a giustificarsi che non era là per fare sesso, ma poi si fermà. "50 euro? Ok…. "Possiamo andare là, allora." la ragazza indicà una piccola stradina a pochi metri. "Va bene. Sali?", "No, io vado a piedi, raggiungimi". Ancora incredulo entrà nel vialetto e spense l`auto. Lei aprà la portiera ed entrà. Si sbottonà la camicetta mostrando un seno sodo, una terza valutà guardandola, ma si sentiva a disagio. "No aspetta! Aspetta. Io… non sono sicuro di volerlo… Lei lo osservà con stupore, "E` la prima volta vero?". Lui avvertà violenta la sensazione come se fosse stato scoperto a rubare e si sentà stupido.
"Io non volevo… Possiamo parlare?", "Si, ma i 50 euro devi darmeli, altrimenti vado via", "Come? Ah, si, certo, ecco" le porse la banconota, la ragazza la prese e la ripose in una piccola borsetta. "Abbiamo dieci minuti".
"Di dove sei?" le chiese; lei l`osservà con attenzione cercando di capire se rispondere con sincerità . "Sono romena, la mia città è Sibiu. Perché me lo chiedi?", "Cosà… Ma, scusa… quanti anni hai?" Lo sguardo della donna divenne inquieto, guardà verso il fuoco, la sua amica aveva fermato una mercedes grigia. "Ne ho ventuno… rispose abbassà lo sguardo. La tensione cominciò a crescere, "Posso offrirti una gomma?", "Come?", "Ho delle gomme, sono buone, posso dartene una?" La ragazza l`osservà e poi fece un segno di assenso. "Ecco, queste sono le mie preferite, prendi… la ragazza la prese e se la portà alla bocca. "E` bella la tua città ?", "Si… è bella" il suo sguardo per la prima volta sembrà perdere il velo di dolore fossile che li ricopriva. "E` molto bella, e piana di vita, c`è tanta gente." Guardava al di là del parabrezza e sembrà perdersi nei ricordi. "E poi è vicina al castello di Dracula! Conosci il vampiro?", "Ma certo! Chi non lo conosce!"
Continuarono a parlare mentre i minuti passavano uno dietro l`altro in una fredda e indifferente fila indiana. Ci fu un attimo di silenzio poi gli occhi di lei tornarono a barricarsi dietro le sbarre dell`impossibilità , egli la osservà con attenzione, quindi sentà il disagio crescergli nuovamente dentro, ma non era disagio, era dolore quello che provava, un dolore insopportabile.
"Sei molto bella." Disse quasi senza accorgersene.
La ragazza si sistemà nuovamente i capelli, ma questa volta fu un gesto non pensato, sorrise sinceramente, ma il suo viso era strano, i suoi occhi erano strani, sembravano non rispondere al sorriso, sembravano essere altrove, intorpiditi dal dolore di tutti i giorni uguali e orrendi, incatenati dal dolore di un futuro già passato senza essere mai stato presente.
"Scusa" disse improvvisamente, "Ora devo andare. Perà, ecco, non voglio i tuoi soldi." Fece per aprire la borsetta, ma lui la fermà con decisione. "No, tienili per te. Veramente."
Lei lo guardà e per un istante, un solo breve istante, un millesimo di secondo sfuggito alla realtà , credette di essere una ragazza normale, una ragazza che poteva permettersi d`innamorarsi, di vivere una storia d`amore come aveva sempre desiderato. Ma l`attimo svanà veloce. "No, prendi i tuoi soldi. Se me li lasci comunque non andranno a me." Senza dargli il tempo di replicare, tirà fuori la banconota, la piegà in due e la bloccà in una forcina che aveva tolto dai suoi capelli neri; la mise sul cruscotto e veloce lasciò l`auto.
Era una forcina con un piccolo brillantino verde, la sfilà dalla banconota e la guardà con attenzione finché non gli venne da piangere, perché il dolore ti spia, lavora nell`ombra, si irrobustisce nella polvere, si nasconde in una fotografia sbiadita del viaggio nozze, in un paio di scarpe da tennis maschili gettate in un armadio oppure in una forcina per capelli con un piccolo brillantino verde.

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About

Scrivo per il teatro, scrivo racconti, ho pubblicato un bel romanzo che mi sta regalando tanta gioia: www.stringimilemani.it Per lavoro mi occupo di strategie di Web e Social Marketing, di fatto sono un Consulente Web Marketing. Amo la vita, quella fatta di emozioni, sorrisi e lacrime, lunghi abbracci e gambe che tremano. Lotto per i miei sogni e provo ogni giorno a realizzarne uno. Grazie per essere qui, sii felice.

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