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Per te…


Le sento passeggiare nel cuore silenziose come le rose le rime fioriscono in te… Mi son detto un poeta non scrive soltanto per sé. C’è qualcosa che arriva di notte e poi spinge l’inchiostro. Puoi trovare un senso nascosto, una porta che si apre al confine tra sogno e realtà. Ma il futuro è già in viaggio incurante del nostro rumore.
Orizzonti crollati negli occhi di chi guarderà quella luna su quel mare lontano dove i sogni ora attendono chi liberarli potrà. E mi troverai, se vorrai sai dove cercarmi e mi troverai nell’azzurro al tramonto sui campi, e mi troverai dentro di te…
E ho messo le parole ad asciugare al sole come se il vento potesse portarle da te, ora che comincia a farmi male la nostalgia che ho per quello che ora rivivere, non è possibile e non dirmi poi che sarebbe lo stesso? C’è qualcosa di te che oramai è già parte di me…
E mi troverai, se vorrai sai dove cercarmi, finché un giorno poi capirai che le cose che cerchi le hai lasciate qua dentro di me… Le sento passeggiare nel cuore silenziose come le rose le rime fioriscono in te, ora che ho messo le parole ad asciugare al sole come se il vento potesse portarle da te…


“Frullando” Come mi vuoi di E. De Crescenzo

Come mi vuoi?
Sarei disposto a tutto, perfino ad un trucco per ingannare il destino ed arrivare a te. Quante volte ho imbrogliato per averti? Quante volte ho mentito a me stesso per credere ancora un solo attimo in te. Tu come mi vuoi? Distratto lo sono sempre stato, incosciente lo sono diventato per te. Ho sfidato la mia vita per guardare i tuoi occhi, per sfiorare le tue labbra, perfino violento per stringerti a me e non lasciarti andare via troppo presto. Tu come mi vuoi? Disonesto? Maldestro? Accetto tutto da te, perfino l’idea di non vederti più se solo ora mi amassi ancora, un istante ancora, un solo momento per provare a trovarlo quel meccanismo, quell’interruttore per giungere a te!
Dentro ho il mare grosso e non so più chi sono. Mi trasformo, divento egoista, equilibrista, perfino un po’ matto, ma non riesco più a trovarti. Forse sei solo un imbroglio, un muro troppo alto, forse sei perfino troppo distante, ma io continuo a cercarti, a volerti, a desiderarti come non mai. Finché posso, farò di tutto per trovare il tuo angolo, quello in cui ci sei solo per me. Illusione o sogno, la vita è solo questa, ma non ho paura a regalartela tutta, perché non c’è un solo attimo in cui non abbia in mente te.
Passione ed infinita voglia di te!
ISTRUZIONI PER L'USO: la poesia qui di seguito, deve essere letta
ascoltando la musica del filmato qui associato.
E' importante che sia così perché essa è nata proprio mentre
nella mia mente, risuonavano le note di "Libertango".
Buon ascolto e buona lettura.

bruciano ferite aperte
fiato che manca
sensazioni forti
cuore fermo in un battito di ciglio
(pausa)

istante eterno contratto tra la punta dei tuoi seni
e i palmi delle mie mani assetate di te
(pausa)

La tua testa, piegata indietro, collo da mordere
corpi che non si staccano, desideri e voglie
raziocinio e desiderio
maledetto tango del destino!
(pausa)

tienimi dentro te ancora e ancora e ancora

ti giri
mi volto
dentro te
ti bacio
mi guardi
ti stringo
dentro me
mi baci
ti guardo
mi stringi

forte
forte

graffio!

ultimi istanti di fiato
muoio baciandoti
(pausa)

collo di latte
seni stretti
mani
occhi negli occhi
fianchi
denti bianchi e labbra rosse
morsi
bocca che si apre
sapore intenso di te
cuore che impazza
firmi il mio corpo con le tue dita
(pausa)

fisso istanti di te in foto mosse
mente, ricordi, eternità di sogni
vivo nei tuoi occhi
vivi nei miei sapori
sei carne, sangue che scorre
siamo follie e menzogne
siamo amore condannato all’amore

esplosione di attimi inattesi

E se fossi qui con me questa sera
Sarei felice e tu lo sai.
Starebbe meglio anche la luna,
ora più piccola che mai.

Quando pensi che tutto sia passato, dimenticato, improvvisamente la mente naufraga tra ricordi e dolcezze di un passato lontano, ma forse nemmeno tanto. Questa sera l’acqua del lago, quello che tu sai, è piatta come uno specchio lasciato là, dimenticato dal destino, specchio che riflette una luna troppo timida per farsi vedere, che gioca a spiarmi da dietro a veli di nuvola.

Farei anche a meno della nostalgia
Che da lontano
Torna a portarmi via
Del nostro amore solo una scia
Che il tempo poi cancellerà
E nulla sopravviverà.

La nostalgia è una vecchia amica che di tanto in tanto bussa alla porta del cuore. E’ una lettera intrappolata tra le pagine di in un libro, è una frase mai scritta che di tanto viene in mente. La nostalgia è sapere che forse di tutto questo non resteranno che immagini sbiadite, sapori ed odori accennati, parole confuse con quelle di canzoni. Quelle che facevano stringere l’anima, che provocavano abbracci ed occhi che si accendono.

Non ti scordar mai di me,
di ogni mia abitudine,
in fondo siamo stati insieme
e non è solo un piccolo particolare.

In fondo è come se lo fossimo stati, no? Anche se è andata come è andata, anche se è durata il tempo di una fiaba. Porterai con te i miei occhi? Ricorderai i miei abbracci? Magari ritrovando le mie parole tra le pagine di un libro, in una canzone o nel ricordo di una lettera stracciata. Quella che tu sai.

Non ti scordar mai di me,
della più incantevole fiaba
che abbia mai scritto,
un lieto fine era previsto e assai gradito.

Non lo so se sia stata la fiaba più bella, quella più incantevole, e forse una fiaba senza un lieto fine non è nemmeno una fiaba. Eppure quella sera sul lago io le ho sentite davvero le fate danzare; quando nel buio ti ho rubato quel bacio, ho sentito davvero che qualcosa di magico stava accadendo. Forse le favole, quelle vere, succedono all’improvviso e forse non finiscono mai veramente. Penso che se almeno una volta hai sentito quella magia, essa ti rimanga dentro per sempre, come polvere dorata in circolo tra il cuore e la mente, tra le emozioni ed i ricordi.

Forse è anche stata un po’ colpa mia
Credere fosse per l’eternità.
A volte tutto un po’ si consuma,
senza preavviso se ne va.

La colpa è mia che ti ho inseguita fino a rubarti per un istante al tuo destino. E` mia che non ti ho voluta lasciare andare nemmeno quando alla fine te ne sei andata davvero.

Sai cosa penso? Credo che tutti abbiamo due destini: quello che alla fine ci scegliamo e quello che sarebbe dovuto essere. E` per questo che certe storie non finiscono mai, per questo resterai sempre un po’ mia e continuerai a cercarmi, perché vuoi o non vuoi, noi continuiamo ad essere ciò che avremmo dovuto essere.

E non ci sarà mai un preavviso, tra di noi.

Il ricordo è tutto qui.
E’ la mente che va da sola, indipendente da ogni mia volontà .
Percorre sentieri già noti, fino ad arrivare laggiù, in fondo, dove ci sei tu.
Si ferma e ti guarda, in silenzio, mentre intorno il ricordo si fa mare urlante ed onde che s’infrangono, lago al tramonto e carezze di vento, strada con milioni di persone e poi noi.

Il Ricordo è tutto là, in fondo, nell’anima, pronto a venir fuori trascinato da una canzone, un profumo improvviso, un luogo già noto. 

E’ così semplice, che fa male.

 

Avvia la canzone.

Lascia che le note inizino a prendere forma sul pentagramma dell’anima, lascia che il ricordo ritorni. Chiudi gli occhi.

Lo senti? Tutto inizia a tacere e poi “silenzio all’improvviso”, come quando dimenticavi ogni altra cosa e in quei pochi attimi, fatti di sguardi, labbra che si sfioravano e mani assetate di scoperta, tutto il mondo si comprimeva nell’istante di un battito di ciglia per poi esplodere nello sguardo d’infinito riflesso, occhi negli occhi.

Rubato al destino, quell’attimo, in cui eravamo noi, l’unico senso di questa vita…

Occhi chiusi e respiri pesanti. Disperata d’amore ti lasci andare come se non fossi stata amata mai! Schiena che s’inarca, amore che tracima gli animi, che fa impazzire ogni residuo razionale del pensiero. Tutto è amore e non ci sei più tu, non ci sono più io, siamo lo stesso spirito, siamo le stesse labbra.

Siamo noi.

 

In italia il primato delle vittime sul lavoro in Europa.

Le stime dell’Inail sulle morti bianche del 2007 indicano circa 1260 morti sul lavoro, questi quelli dichiarati, ovvero circa 3 morti al giorno. Gli infortuni, sempre socondo l’Inail, sono stati oltre 900.000 nel solo 2007.

La maggior parte di queste persone lavora o lavorava per meno di 1000 euro al mese e noi, oggi, ancora chiamiamo eroi miliardari calciatori, attori, motociclisti, piloti o sportivi in generale, mentre gli eroi, quelli veri, sono altrove, sono molto vicino a noi, magari proprio nostro padre.

La nostra società cosa fa per persone così? Sono lì tentate da squallidi videopoker, sanguisughe gestite, la maggior parte delle volte, dalla malavita. Persone talmente deboli, economicamente parlando, che sono facilmente preda di usurai senza scrupoli o di quelli legalmente autorizzati, che poi ti cambiano la rata del mutuo perché non hanno saputo investire i tuoi stessi soldi!

Eppure c’è gente che nonostante i pochi soldi, nonostante figli e famiglia, continuano dignitosamente a vivere, non s’ubriacano, non rubano, non perdono soldi al SuperEnalotto, lottano invece tutte le ore per il miraggio di una pensione. Assunto in condizioni indecenti, con contratti fantasiosi, licenziati, sempre fuori mercato.

 

Perché quando stai male, quando hai fame, è facile cadere nella rete della malavita o tra le mani degli usurai, vai a vedere nelle galere quanta gente ha mollato, perché non sempre ce la fai, perché non tutti sono EROI!

Perché… nè l’Uomo ragno né Rocky, né Rambo ne affini farebbero ciò che faccio per i miei bambini, io sono un eroe.

Caparezza – Eroe (Storia di Luigi delle Bicocche)

“Questa che vado a raccontarvi è la vera storia di Luigi delle Bicocche,eroe contemporaneo a cui noi tutti dobbiamo la nostra libertà”

 

Piacere, Luigi delle Bicocche Sotto il sole faccio il muratore e mi spacco le nocche.
Da giovane il mio mito era l’attore Dennis Hopper Che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un chopper.
Invece io passo la notte in un bar karaoke, se vuoi mi trovi lì, tentato dal videopoker ma il conto langue e quella macchina vuole il mio sangue… un soggetto perfetto per Bram Stroker.

Tu che ne sai della vita degli operai Io stringo sulle spese e goodbye macellai.
Non ho salvadanai, da sceicco del Dubai e mi verrebbe da devolvere l’otto per mille a SNAI
Io sono pane per gli usurai ma li respingo, non faccio l’Al Pacino, non mi faccio di pacinko

Non gratto, non vinco, non trinco nelle sale bingo, man mano mi convinco che io sono un eroe, perché lotto tutte le ore. Sono un eroe perché combatto per la pensione. Sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari dei cravattari. Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere. Sono un eroe straordinario tutte le sere. Sono un eroe e te lo faccio vedere. Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere

Stipendio dimezzato o vengo licenziato; a qualunque età io sono già fuori mercato… fossi un ex SS novantatreenne, lavorerei nello studio del mio avvocato, invece torno a casa distrutto la sera, bocca impastatacome calcestruzzo in una betoniera, io sono al verde vado in bianco ed il mio conto è in rosso quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera su, vai, a vedere nella galera, quanti precari, sono passati a malaffari quando t’affami, ti fai, nemici vari, se non ti chiami Savoia, scorda i domiciliari finisci nelle mani di strozzini, ti cibi, di ciò che trovi se ti ostini a frugare cestini…
Né l’Uomo ragno né Rocky, né Rambo ne affini farebbero ciò che faccio per i miei bambini, io sono un eroe.

Per far denaro ci sono più modi, potrei darmi alle frodi  e fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi. C’è chi ha mollato il conservatorio per Montecitorio, lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody! Io vado avanti e mi si offusca la mente. Sto per impazzire come dentro un call center Vivo nella camera 237 ma non farò la mia famiglia a fette perché sono un eroe.

Le cose belle sono belle finché c’è un senso, qualcuno a cui farle vedere.
Alle volte anche sedere al tavolino di un caffè può sembrare qualcosa di speciale, se sei con chi desideri di essere.

Adesso che passo per quelle strade antiche, quelle che tu sai, quelle che abbiamo attraversato insieme cercando di credere che tutto non finisse e… va bene, non sarà l’ultima volta, che ogni volta che cadiamo poi ci alziamo, ma alla fine senti la stanchezza e la voglia di lasciarti andare…
Andare, ma poi dove? Quando ce l’hai dentro, perché alla fine, ovunque vada,  è con me quella malinconia a volte dolce, a volte amara.

Ci vuole coraggio, ma come si fa quando ogni canzone parla di te? E va bene, sono stupido, lo so, dovrei dire basta e rinunciare, ma quando il cuore urla, non basta tapparsi le orecchie, perché viene da dentro e come fai a far finta di non sentire? Sai com’è, no?
Ieri sono arrivato fin lì, dove sai tu ed il tramonto non finiva più, sospeso come i miei pensieri, indeciso se lasciarsi morire nella notte o provare a splendere ancora un po’, un altro po’, solo un altro po’…

Adesso che sono qui e tu sei dove sei, spesso mi chiedo se quando sto così, lo senti anche tu, che so, come una sensazione improvvisa che ti fa voltare dietro, che te la porti un po’ dentro nei prossimi passi che farai. 
Una di quelle cose che se poi guardi nella folla sembra di vedermi e non sono io, hai presente? Quelle che innescono i ricordi, quelle che fanno sorridere e stringere un po’ il cuore, quelle che non sai se poi alla fine ridi o piangerai, ma stanno lì, dentro te e senti che ancora ti manco in po’.
A me capita, come adesso che sono qui con questo tramonto non finisce più; ti lascio un mio pensiero, lo lascio qui e vada dove vada, perché ovunque, alla fine, ci sei tu. 


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Ci sono istanti, tra un pensiero e l’altro, tra un momento cosciente e quello successivo, un breve, minimo, impercettibile istante in cui la tua presenza è un’esplosione.

Lontana, come il suono ovattato di fuochi d’artificio smorzati da finestre volutamente chiuse.

Eppure non puoi fare a meno di sentirli, quei suoni, che ti riportano alla mente immagini di cose già viste, di pezzi di vita rubati, gelosamente custoditi nei meandri del cuore, negli spazi infiniti della mente, profondamente preservati.

Così ci sei e non ci sei, ci sono e non ci sono, passiamo uno nell’altro come ectoplasmi di sola emozione.

Ci sono istanti e in quegli istanti, tra un momento cosciente ed il successivo, tutti i sogni possono diventare possibili.

Questo video, queste immagini, sono per te…

La felicità dura un istante.
È una passeggiata, un incontro improvviso, un attimo di semplicità, un ricordo.
Se tu mi pensassi, se solo sapessi che fosse così, mi sentirei felice, un istante certo, ma sarei felice, anche se so che la felicità nei ricordi porta sempre con sé la nostalgia. Va bene così, perché almeno ci sarei per una volta ancora, lì con te.
Qui, senza te, è quasi un abitudine ormai, ci convico con quel senso di vuoto che disorienta ed orienta sempre verso te.
La felicità dura un momento, il tempo di uno sguardo, ma vale la pena viverla e non importa se poi finisce, perché quei sorrisi, quelle parole, restano dentro e quando vorrai riportarli alla mente, io ci sarò ancora, per una volta ancora.
Pensami…

Pensami – Irene Grandi

Erano giorni in cui già sapevo
di avere accanto la felicità
passeggiando in un parco a giugno mi dicevi
quello che ami non finirà mai
Come vorrei incontrarti adesso
rivivere ancora
un attimo di semplicità
e ricordare le nostre parole
qualcuna sai l’ho scritta già
Pensami
una volta ancora ci sarò
pensami
una volta ancora io sarò
Un sorriso per cambiare il volto alla vita
o una lacrima ci sarà
un pianto di bambino che si alza al cielo
o quel tempo in cui credi ci sarà
ricordo quel pomeriggio in riva al mare
il tuo sorriso lo donavi a me
Pensami
una volta ancora ci sarò
pensami
una volta ancora io sarò
Rivedo ancora il tuo viso
ancora sento il tuo sorriso su di me
come vorrei incontrarti adesso
riviverti ancora sentirti qua
È l’amore che ti cambia dentro
l’amore quello che ti lascia il segno
tu sei ancora nei pensieri miei
e rido e piango incontrollabilmente
pensando a quello che sarà
senza te

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