Archivi per la categoria ‘Poesie di poeti’

girls distortion

Per quanto sta in te

E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole e in un viavai frenetico.

Non sciuparla portandola in giro
in balía del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.


Costantinos Kavafis

I ricordi, queste ombre troppo lunghe 
del nostro breve corpo, 
questo strascico di morte 
che noi lasciamo vivendo 
i lugubri e durevoli ricordi, 
eccoli già apparire: 
melanconici e muti 
fantasmi agitati da un vento funebre.

E tu non sei più che un ricordo. 
Sei trapassata nella mia memoria. 
Ora sì, posso dire che 
che m’appartieni 
e qualche cosa fra di noi è accaduto 
irrevocabilmente.

Tutto finì, così rapito! 
Precipitoso e lieve 
il tempo ci raggiunse. 
Di fuggevoli istanti ordì una storia 
ben chiusa e triste. 
Dovevamo saperlo che l’amore 
brucia la vita e fa volare il tempo.


Vincenzo Cardarelli

Questa è per te, tu lo sai…

I ricordi, queste ombre troppo lunghe
del nostro breve corpo,
questo strascico di morte
che noi lasciamo vivendo
i lugubri e durevoli ricordi,
eccoli già apparire:
melanconici e muti
fantasmi agitati da un vento funebre.
E tu non sei più che un ricordo.
Sei trapassata nella mia memoria.
Ora sì, posso dire che
che m’appartieni
e qualche cosa fra di noi è accaduto
irrevocabilmente.
Tutto finì, così rapito!
Precipitoso e lieve
il tempo ci raggiunse.
Di fuggevoli istanti ordì una storia
ben chiusa e triste.
Dovevamo saperlo che l’amore
brucia la vita e fa volare il tempo.

Vincenzo Cardarelli

 

Il più bello dei mari

è quello che non navigammo.

Il più bello dei nostri figli

non è ancora cresciuto.

I più belli dei nostri giorni

non li abbiamo ancora vissuti.

E quello che vorrei dirti di più bello

non te l’ho ancora detto.

Io pronuncio il tuo nome
nelle notti oscure,
quando giungono gli astri
a bere nella luna,
e dormono i rami
delle fronde occulte.
Ed io mi sento vuoto
di passione e di musica.
Folle orologio che canta
antiche ore defunte. 

Io pronuncio il tuo nome
in questa notte oscura,
e il tuo nome mi suona
più lontano che mai.
Più lontano di tutte le stelle
e più dolente della mite pioggia. 

Ti amerò come allora
qualche volta? Che colpa
ha commesso il mio cuore?
Se la nebbia si scioglie
quale nuova passione mi aspetta?
Sarà tranquilla e pura?
Se potessi sfogliare
con le dita la luna!! 

Federico García Lorca

Per te...
Ricordati Barbara
Pioveva senza sosta quel giorno su Brest
E tu camminavi sorridente
Serena rapita grondante
Sotto la pioggia
Ricordati Barbara
Come pioveva su Brest
E io ti ho incontrata a rue de Siam
Tu sorridevi
Ed anch'io sorridevo
Ricordati Barbara
Tu che io non conoscevo
Tu che non mi conoscevi
Ricordati Ricordati quel giorno ad ogni costo
Non lo dimenticare
Un uomo s'era rifugiato sotto un portico
E ha gridato il tuo nome
Barbara
E sei corsa verso di lui sotto la pioggia
Grondante rapita rasserenata
E ti sei gettata tra le sue braccia
Ricordati questo Barbara
E non mi rimproverare di darti del tu
lo dico tu a tutti quelli che amo
Anche se una sola volta li ho veduti
Io dico tu a tutti quelli che si amano
Anche se non li conosco
Ricordati Barbara
Non dimenticare
Questa pioggia buona e felice
sul tuo volto felice
Su questa città felice
Questa pioggia sul mare
Sull'arsenale
Sul battello d'Ouessant
Oh Barbara
Che coglionata la guerra
Che ne è di te ora
Sotto questa pioggia di ferro
Di fuoco d'acciaio di sangue
E l'uomo che ti stringeva tra le braccia
Amorosamente
è morto disperso o è ancora vivo
Oh Barbara
Piove senza sosta su Brest
Come pioveva allora
Ma non è più la stessa cosa e tutto è crollato
E' una pioggia di lutti terribili e desolata
Non c'è nemmeno più la tempesta
Di ferro d'acciaio e di sangue
Soltanto di nuvole
Che crepano come cani
Come i cani che spariscono
Sul filo dell'acqua a Brest
E vanno ad imputridire lontano
Lontano molto lontano da Brest
Dove non vi è piú nulla.
J.P.

Un giorno di settembre, il mese azzurro, 
tranquillo sotto un giovane susino 
io tenni l’amor mio pallido e quieto 
tra le mie braccia come un dolce sogno. 
E su di noi nel bel cielo d’estate 
c’era una nube ch’io mirai a lungo: 
bianchissima nell’alto si perdeva 
e quando riguardai era sparita. 

E da quel giorno molte molte lune 
trascorsero nuotando per il cielo. 
Forse i susini ormai sono abbattuti: 
Tu chiedi che ne è di quell’amore? 
Questo ti dico: più non lo ricordo. 
E pure certo, so cosa intendi. 
Pure il suo volto più non lo rammento, 
questo rammento: l’ho baciato un giorno. 

Ed anche il bacio avrei dimenticato 
senza la nube apparsa su nel cielo. 
Questa ricordo e non potrò scordare: 
era molto bianca e veniva giù dall’alto. 
Forse i susini fioriscono ancora 
e quella donna ha forse sette figli, 
ma quella nuvola fiorì solo un istante 
e quando riguardai sparì nel vento.

 

Bertold Brecht

Questo video è per te…

L’ultima volta si dormiva sui palmi
ed era di flanella il sonno
e se non fosse per l’arroganza dei metri
con la fretta nelle caviglie, verrei
a farti il caldo nelle mani
castagne ad ottobre.

Sapessi com’è sbiadito il furore dagli occhi
forse per via della tramontana
che ci è passata in mezzo, ma non temere
il freddo era solo all’inizio, ora sembra
quasi pace. Quasi
pace.

Ed intanto che non mi sai
vorrei tanto giocassimo assieme
a recitare le foglie, tu con le tue
ed io me le invento
sulle palpebre scese.
O anche provare a inseguirci
dita di maglie nel vento, tane su un muro,
le vite che voglio
con te.

Intanto che non ci sono
tu non aspettarmi così, coi gomiti
sugli stipiti ruvidi delle attese
ché non tornano. Ed io non torno,
ma non te lo sto neanche a dire
che il cielo non può attendermi
e che questo è un paradiso muto
senza la tua voce.

Arrivo presto

come posso

come questa

Bugia

 


di Francesca Pellegrino

Se sei qui… allora è per te…

I miei occhi e il cuore son venuti a patti
ed or ciascuno all`altro il suo ben riversa:
se i miei occhi son desiosi di uno sguardo,
o il cuore innamorato si distrugge di sospiri,
gli occhi allor festeggian l`effigie del mio amore
e al fantastico banchetto invitano il mio cuore;
un`altra volta gli occhi son ospiti del cuore
che a lor partecipa il suo pensier d`amore.
Cosà, per la tua immagine o per il mio amore,
anche se lontano sei sempre in me presente;
perché non puoi andare oltre i miei pensieri
e sempre io son con loro ed essi son con te;
o se essi dormono, in me la tua visione
desta il cuore mio a delizia sua e degli occhi.

(sonetto XLVII – William Shakespeare)

Lentamente muore

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi
chi non cambia la marcia
chi non rischia e cambia colore dei vestiti
chi non parla a chi non conosce. Leggi il resto di questo articolo »

IO SU FACEBOOK


LETTERMAGAZINE
IL MIO GRUPPO