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Natale.
Da piccolo amavo questa festa, l’aspettavo tutto l’anno, più delle vacanze estive. Natale… quanta magia.
Quando ero piccolo, a Natale, potevo finalmente avere l’oggetto dei miei desideri, non sempre accadeva, ma almeno uno dei giochi della lista dei desideri, che non scrivevo mai ma che mamma non so come conosceva, alla fine Babbo Natale me lo faceva sempre trovare sotto l’albero che profumava tutta la stanza, lasciando cadere i suoi aghi verdi.
Da piccolo il Natale aveva un qualcosa di magico che via via è andato scomparendo. Oggi mi è rimasta la malinconia che dolcemente riempie i vuoti. Il fatto è che cresci e credi di diventare migliore, di avere più libertà, invece non sarai mai più libero di quando, da bambino, guardavi fuori dalla finestra per provare a scorgere Babbo Natale con le sue renne. Libero dagli impegni di lavoro, dai doveri verso gli altri, il tuo partner, verso i famigliari, doveri su doveri e sempre meno tempo per te. Non tornerà mai più quella spensieratezza, quei giorni in cui il tempo scorreva lento ed in cui le giornate sembravano aspettarti.
Oggi sono adulto, maturo, responsabile, ma i giorni si sono sempre accorciati ma mano che crescevo, portando le settimane una sull’altra, accorciando le settimane, i mesi, per cui il Natale è solo qualcosa che “speriamo passi in fretta”, in cui è scomparsa la magia ed è rimasto solo l’obbligo di “fare qualcosa a tutti i costi”.
Così i centri commerciali si riempiono di persone, perché lì trovi tutto e per tutti, regali raramente fatti col cuore, il più delle volte “fatti e basta”, perché ci si sente in qualche modo obbligati. Vedi i volti teso degli adulti, volto stanco, che lascia intendere pensieri pesanti, fatti di soldi che non bastano, di obblighi che non sfuggono. Solo i bambini hanno gli occhi sognanti mentre si muovono tra altissimi grattacieli di giocattoli.
Chissà però, forse quei ragazzini hanno già tutto, forse non attendono con ansia quel gioco tanto agognato, desiderato per un anno intero. Tuttavia, in quelli molto piccoli, si vede ancora la magia nei loro occhi e quando la vedo, come un ladro, cerco di rubarne un po’, di farla mia.
Credo che i regali bisognerebbe farli solo ai bambini, ma solo e soltanto ai bambini che credono ancora alla Magia del Natale, quelli che guardano fuori dalla finestra, quelli che si addormentano con la gioia nel cuore, quelli che ancora credono che in una notte un uomo da solo, volando su una slitta tirata da renne, possa portare doni in ogni angolo del mondo.

