Partiamo da un presupposto che deve essere chiaro: le discriminazioni razziali vanno sempre combattute. Su questa cosa non si deve transigere, deve essere garantito a tutte le etnie di esprimersi, senza però mai ledere alla libertà degli altri.
Dopo questo presupposto, veniamo alla faccenda delle impronte digitali per i minori appartenenti ai ROM. Bene, mi dichiaro d’accordo, ma mi dichiaro d’accordo alla raccolta delle impronte digitali per tutti, compresi noi italiani. Dal 2010 questa cosa sarà legge e sulla nuova carta d’identità ci saranno anche le nostre impronte.
La gente s’indigna, tutti a recriminare, ad accusare uno stato fascista. Non voglio entrare nella critica a questo Governo che comunque non ho votato, ma non bisogna fare lo sbaglio di andare contro alle idee solo perché non sono le proprie.
E’ facile farsi strumentare politicamente, difficile è capire la problematica e farsene un’idea propria. Premettendo che la vista di un campo nomade non mi è mai piaciuta, non sono a priori contro questa popolazione, però pretendo che chi viene nel mio paese non violi le regole del mio paese. Il fatto che migliaia di italiani non rispettino le regole, nemmeno quelle più elementari, non deve giustificare il fatto che chi venga in questo paese si deve sentire libero di fare qualsiasi cosa voglia.
La domanda, tra l’altro molto popolare, questi tizi dove devono andare? Non è una buona domanda. Assomiglia un po’ alla risposta che davano quando si parlava dei contrabbandieri a Napoli, o per i parcheggiatori abusivi: e va bene, devono pure campare, hanno i figli da sfamare.
Per quanto mi riguarda possono andare ovunque, la cosa fondamentale è che non violino le leggi di questo paese e la buona convivenza civile.
Perché i campi nomadi sono sempre così fatiscenti? Sporchi? Disorganizzati?
Mi chiedo: è permesso a noi italiani fare campeggio ovunque ci pare? Mi sembra che non sia consentito farlo, pertanto perché mai si permette a queste persone d’insediarsi dove vogliono e come vogliono? In base a quale principio? L’integrazione deve essere garantita, ma mai a scapito degli altri.
Il buonismo a tutti i costi non è mai servito a nulla. Cavalcare le idee popolari serve solo a fare propaganda, invece ci vogliono azioni concrete. Prendere le impronte a tutti (compresi gli italiani) non serve a risolvere tutti i problemi? Certo che no, ma aiuta a risolverne alcuni e questo basta a rendere valida l’idea. Con la storia che ci sono problemi più importanti e gravi, non facciamo altro che trascurare quelli piccoli che si accumulano e che, a lungo andare, rendono invivibile il quotidiano.
Napoli ne è un esempio: passare col rosso, sostare in doppia fila, guidare senza casco, senza cintura, certo non sono problemi gravi come la camorra, la corruzione a tutti i livelli o che molti dei nostri politici, compreso il nostro premier, siano e sono stati indagati per problemi di tangenti, inquinamento di prove, corruzione ed altro.
Allora che dobbiamo fare? Aspettando che i problemi del secolo vengano risolti evitiamo di provare a risolvere almeno quelli più a portata di mano? Mi sembra una strategia davvero senza senso.

