Non credo che avere le palle significhi essere “uno buono” e quindi valere.
In realtà non credo nemmeno all’espressione “avere le palle”, considerato che ci sono donne che le palle non le hanno eppure valgono molto più di me e di altri dieci uomini messi assieme.
Non credo nemmeno allo stereotipo dell’uomo duro, di quello che-non-deve-chiedere-mai.
Non credo all’essere tutto di un pezzo, non credo alle persone che non hanno dubbi, che non hanno debolezze.
Non credo nell’ignoranza e nel principio “è così e basta”.
Non credo a chi mi dice di non sognare e non credo a chi sogna e non fa nulla per provare a realizzare i propri sogni.
Credo invece in me stesso.
Credo nella verità.
Credo nelle cose belle, piccole o grandi che siano, purché ci danno gioia.
Credo che nel mondo il male sia tanto, ma credo che ci siano anche degli attimi stupendi.
Credo nell’amore, anche quello di pochi giorni, anche quello di una sola di una sera, se ti resta nel cuore.
Non credo che una storia d’amore per essere “vera” debba durare, anzi credo che spesso il tempo ammazzi l’amore.
Non credo alla verginità come manifesto di purezza, perché credo che se una donna ha fatto l’amore con altri uomini e li abbia amati meriti il mio amore, perché ogni volta è diverso, perché l’amore non ha storia.
Credo che la mia compagna debba esprimere le sue idee e mandarmi a ‘fanculo se è il caso. E specialmente non credo che due persone si completino stando assieme; per questo non credo di essere la metà di nessuno, però credo che insieme,possiamo valere molto più di due singole persone separatamente: insieme non ci completiamo, ci esaltiamo.
Credo che la vita non sia solo quello che vogliono farci credere, che ci mostra la televisione. Non credo nei miti che ci vogliono vendere tutti i giorni. Non credo negli eroi senza paura o in quelli imbattibili, ma credo che in ognuno di noi ci sia un eroe; un eroe che ci impedisce di comportarci come tanti vigliacchi: di uccidere e fare male, perché in questa terra è più facile essere un bastardo che un “normale” cittadino.
Per questo non credo nella violenza, né quella fisica né quella morale, che spesso è più crudele ancora.
Credo che sia necessario andare in fondo nelle cose anche se ciò può procurarci sofferenza, perché andare in fondo vuol dire svelare cose di se stessi che nemmeno s’immaginano, vuol dire scoprire che tante cose sono diverse da quello che appaiano a prima vista, perché più scendi e più la pressione aumenta. Ma ne vale sempre la pena.
E come disse qualcuno, credo che in ognuno di noi ci sia un vuoto di sofferenza, ma delle belle parole, un bacio rubato, qualche soddisfazione sul lavoro, una sbronza con gli amici, ogni tanto questo vuoto me lo riempiono. Credo che non è giusto che la gente giudichi solo su quello che vede, solo su quello che sente o peggio ancora solo per quello che gli raccontano, perché se a volte ti rendi conto di non sapere nulla su te stesso, come puoi pensare di giudicare gli altri?
Credo che se anche alla fine moriremo tutti, ma è meglio una vita spesa bene, una vita con i dolori e con le gioie, un vita con le lacrime e con il riso, una vita in cui mi sono sentito solo, perso, deluso ed poi ho esultato abbracciato ad un amico oppure perso negli occhi di una donna, che una vita bloccata dalla paura di vivere.

