Articoli marcati con tag ‘sandro veronesi’

Inizio questo quarto incontro con una frase di Sandro Veronesi: “Quando soffrono, i professionisti smettono di scrivere ed i dilettanti si mettono a scrivere”. Pensare alla scrittura come terapia, può andar bene se il nostro lettore è anche il nostro psicologo, per il resto è un concetto per buona parte sbagliato.
Sempre Veronesi, in una lezione tenuta alla Minimum Fax, dice: <<Il professionista lì si ferma [quando ha un problema], lotta con questo vento, risolve, per quel che può, o vi è travolto, se non riesce a risolvere i problemi, poi, dopo, quando questo momentaccio è passato, scrive.
Il dilettante, invece, BUM, subito prende questo flusso di merda che gli arriva addosso, e, per terapia, per consolarsi, per reggere meglio l’urto e illudendosi addirittura che questo nobiliti il suo gesto, scrive. In quel modo tu dai un imprinting alla tua natura di scrittore che non ti rappresenta. E ti porti appresso, anzi addirittura ci lavori… è come lavorare con una penna con un macigno sopra e scrivere con ‘sto macigno. Ti porti dietro questo ingombro addirittura nella pagina, addirittura dai alla pagina che scrivi, e che chissà perché io dovrei leggere, gli dai addirittura il compito di guarirti, di farti star meglio, di lenire il tuo dolore, alla scrittura o all’arte, diciamo, terapeutica. L’arte terapeutica c’è: è per i dilettanti, quelli che oggi lo fanno e domani non possono più farlo perché hanno vinto il concorso alle poste e non possono più scrivere, più recitare, più dipingere. Leggi il resto di questo articolo »

