- Massimo Petrucci

Il mio teatro

Ma come ci sono capitato su quel palcoscenico?!

Il teatro per me è stata una scoperta improvvisa, quelle cose che proprio non ti aspetti, che ne so, vai dal salumiere, ordini della pancetta, ti giri e ti accorgi che stanno facendo una rapina!

Insomma io me ne stavo tranquillo a lavorare sviluppando un sito web quando il mio amico Marcello, artista da sempre e bravo musicista, mi dice “Stasera ho le prove di La morte di Carnevale, ti va di venire?”
“Non so… va bene dai, sono curioso” rispondo distrattamente.

In auto Marcello, con molta tranquillità , mi confessa che uno degli attori è andato via dalla compagnia per un problema fisico.
Lo guardo stupito, sto intuendo la trappola, ma ancora non ci credo.

“E allora?” chiedo
“Potresti sostituirlo! E’ una piccola parte, solo due battute”
“Ma sei pazzo! Io non ho mai recitato”
“Ma dai un po’ artista lo sei anche tu, scrivi…”
“E che c’entra? Sono cose diverse”
“Facciamo cosà, tu leggi le battute e poi decidi”

E cosà quando arriviamo alle prove, il regista mi saluta e mi piazza un foglio in mano.
“Queste sono le battute, tu sei un oste”

mi dice.

Ho l’impressione che già sapessero di me, evidentemente Marcello aveva detto che questa sera avrebbe portato un sostituto. E cosà due mesi dopo mi sono ritrovato in scena.

Devo dire che è stata un’emozione forte: la paura dietro le quinte, e poi le luci della scena, la gente nella platea, il sipario che si chiude sull’applauso finale.

Credo che alla fine il teatro diventi una specie di droga, sà perché ogni volta, dopo la fatica delle prove, dopo la paura di andare in scena, quell’applauso è stupendo, le endorfine salgono a mille e non vedi l’ora di calpestare nuovamente quelle tavole di legno.

Grazie Marcello (http://www.macoweb.it)

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(Massimo Petrucci)

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