- Massimo Petrucci

Teatro: Nasi Rossi

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Nasi rossi – di Sergio Di Paola

2008 Theatre De Poche (Napoli) – 9 repliche

 

Prendi un informatico, una insegnante d’inglese – che poi parla anche il russo – una logopedista, un medico, una interprete, una francese, vari impiegati e piazza sul loro volto incredulo un naso rosso.
Il sorriso, poi, viene da sé…
E’ quello che è accaduto il 3, 4 e 5 Ottobre sulle tavole del Theatre de Poche dove dodici simpatici folli non solo sono andati a caccia del loro clown interiore, ma lo hanno anche portato alla ribalta, impegnandosi in pezzi che hanno spaziato da Ionesco a Rodari, da Benni a Beckett, lanciandosi, con filastrocche e monologhi, nelle cieche discese del teatro dell’assurdo. 
Così si sono ritrovati a rincorrere il senza senso ed il senza scopo dove spesso la vita dell’uomo s’infila, sfiorando, con l’arma a doppio taglio della risata, l’incomunicabilità e la crisi d’identità che troppo spesso contaminano la nostra esistenza.
Leggero e assurdo, divertente e commovente, Nasi Rossi ti porta in un’atmosfera sognante e ti lascia con una sensazione di bello, di piacevole, di… felice di esserci stato.  

Alla fine, quando tutti sono andati via, gli attori si sono tolti i nasi rossi e con essi i costumi assurdi dei loro personaggi,  per ritornare nuovamente nei panni rassicuranti della vita di tutti i giorni. Eppure, proprio nell’istante in cui hanno portato via l’ultimo residuo di trucco, quei panni tanto rassicuranti proprio non li sentivano più… perchénelle isole fantastiche e soleggiate della follia, tutti i vascelli trovano rifugio sicuro.

 

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Nasi Rossi

con

Peppe Accardo
Simona Bonante
Simona Borrelli
Matteo Canale
Rosario Cipollaro
Leda Conti
Adriana De Felice
Maria G. Montemurro
Fabienne Navarro
Stefano Pascucci
Massimo Petrucci
Alessandra Raio

regia
Sergio Di Paola

coreografie
Laura Zaccaria

costumi
Alessandra Gaudioso

oggetti di scena
Armando Alovisi

fotografia
www.francescocappiello.com

 

 

RASSEGNA STAMPA

 

Di seguito alcuni articoli tratti dalla rassegna stampa.

Con lo spettacolo “Nasi rossi” al De Poche di Napoli parte il Progetto Zattera rivolto agli attori alle prime armi


“Nasi rossi” è lo spettacolo con cui, al Teatro De Poche di Napoli, ha preso il via il Progetto Zattera. Tale rassegna, rivolta ai protagonisti del “E-laboratorio del Theatre de Poche”, intende traghettare nuovi talenti alla professione attoriale, permettendo loro di esprimere le proprie capacità e potenzialità artistiche su uno dei palcoscenici-off più apprezzati del contesto teatrale partenopeo.

 

CLOWN PER RIDERE E PER PENSARE – “Nasi rossi”, attraverso un alternarsi di spassosi clown, racconta e canta storie divertenti e sagge con l’intento di far sorridere lo spettatore ma, nel contempo, farlo anche riflettere. Il clown, figura circense, diventa in teatro un perfetto strumento per raccontare l’umanità con le sue contraddizioni e le sue vulnerabilità.

 

MIX DI MALINCONIA E ALLEGRIA – Un plauso va, dunque, al regista Sergio Di Paola e agli allievi del De Poche per il mix di allegria e malinconia che riescono a regalare agli spettatori durante tutto lo spettacolo. La figura eroica del clown, disposta al “sacrificio di se stesso” allo scopo di suscitare schietti sentimenti, è una maschera ambivalente che riesce con facilità a suscitare curiosità e divertimento e nel contempo una compostezza triste e malinconica.

     

 

 

 

 

 

Roberta De Martino, 14/12/2008
fonte:  CampaniaSuWeb

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La recensione di Alessia Coppola

La Clownerie è un’arte antichissima, una forma di spettacolo, di per sé semplice, basata sull’abilità del Clown di far divertire il pubblico. La figura del Clown, delineata per la prima volta da Giuseppe Grimaldi nel 1760, si ricollega inizialmente agli spettacoli da Circo. Col tempo, il suo ruolo ha subito un’evoluzione e le sue performance sono diventate veri e propri spettacoli da palcoscenico: il Clown non è più semplicemente l’artista che fa ridere il pubblico, ma cela in sé una vena di malinconia e riflessione che lo portano a raccontare il mondo che lo circonda.

 

In “Nasi Rossi” il Clown è il vero ed unico protagonista nelle sue mille sfaccettature. Il genio artistico di Sergio Di Paola ha messo su una pièce per mettere a nudo la natura del Clown e i diversi volti della sua comicità. Si assiste ad uno spettacolo caratterizzato da quella genuinità ormai perduta tipica del mondo clownesco. Il Clown è una figura senza età e senza tempo, confinato in un mondo fantastico senza leggi e costrizioni morali, che dà libero sfogo alle sue emozioni e si fa forte delle sue debolezze. Nelle sue performance, egli enfatizza i difetti e le mille contraddizioni umane attraverso il continuo ricorso al paradosso.

 

Questo spettacolo è rappresentato egregiamente da “fiorenti” attori che, se pur sprovvisti di esperienza teatrale, hanno dato vita ad un divertente spettacolo clownesco ed hanno mostrato le proprie attitudini sul palcoscenico. Merito degli attori, nel loro insieme, è di coinvolgere il pubblico come solo un Clown sa fare. Gioco-forza all’interno dello spettacolo diventano il mimo, la spontaneità, lo sguardo intenerito, la furbizia, gli scherzi infantili: tutto questo incarnano gli attori per dedicare la giusta attenzione ad un artista “particolare” qual è il Clown. E così la scena si riempie di “nasi rossi”, parrucche, vestiti dai colori vivaci, enormi sorrisi che invadono i volti dipinti di bianco, musica, salti e lazzi. Ma il mondo del Clown non è solo questo…diversi sono i momenti dedicati alla riflessione, piacevoli intermezzi che mettono in risalto le contraddizioni umane attraverso lo sguardo ingenuo di un Clown. Il pubblico si diverte e ritrova un po’ di sé in quelle performance clownesche, di cui rimane compiaciuto. 

 

Napoli, Théâtre De Poche, 12 dicembre 2008

Fonte: Teatro.org

Un Commento a “Teatro: Nasi Rossi”



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