- Massimo Petrucci

Teatro: La locandiera

[torna alla pagina del teatro]

La locandiera – di Carlo Goldoni

Insieme a Natale in casa Cupiello è la commedia alla quale sono pià legato. Quella che mi ha dato pià soddisfazioni. Forse perché sono due commedie davvero impegnative e poi La locandiera è in lingua, ha dei tratti ironici e comici che sono completamente diversi dai meccanismi del napoletano.
Le commedie recitate nel nostro dialetto (sono di Napoli) sono per certi versi pià semplici perché molti meccanismi comici ed interpretativi già ci appartengono per nascita, sono nella nostra cultura.
Commedie come La locandiera ci colgono invece nudi, dobbiamo dare molto di pià per rendere le scene gradevoli e divertenti.

 

[nggallery id=3]

 

Personaggi ed interpreti

Mirandolina – Anita Montella
Il Cavaliere di Ripafratta – Franco Mele
Il Marchese di Forlimpopoli – Marcello Cozzolino
Il Conte d’Albafiorita – Massimo Petrucci
 Ortensia – Monica Luongo
Dejanira – Maria Rubinacci
Fabrizio – Strato Rosiello

 

Note sulla commedia

Commedia in tre atti rappresentata per la prima volta nel 1753, è una delle pià famose e stilisticamente riuscite tra le numerose scritte da Carlo Goldoni (1707- 1793). In breve la trama: il conte di Albafiorita e il marchese di Forlipopoli, ospiti nella locanda di Mirandolina a Firenze, si contendono il suo amore, il primo con doni che puà facilmente permettersi grazie alla sua buona posizione economica, il secondo, appartenente a quella parte di nobiltà decaduta e ormai senza mezzi, tenta di conquistarla con promesse di protezione. Nella locanda viene ospitato anche il cavaliere di Ripafratta, un convinto misogino che si vanta di essere immune al fascino femminile ed anzi sostiene di disprezzare l’intero sesso “debole”. Mirandolina, risentita del suo atteggiamento e della sua insensibilità , decide di provarsi nel farlo innamorare di sé e senza troppe difficoltà ci riesce, causando gelosie e liti tra i tre pretendenti. Riuscita nell’intento di far capitolare il cavaliere, ella perà ne rifiuta l’amore cosà come prima aveva rifiutato la corte dei due nobiluomini e concede la propria mano al cameriere della locanda Fabrizio.



La condivisione della conoscenza
salverà il mondo
(Massimo Petrucci)

Massimo Petrucci su Facebook
ROMANZO D’AMORE
Stringimi le mani
TWITTER